14 Settembre 2026

Vietnam

Nel pieno di una nuova fase di aggressione unilaterale contro Cuba da parte degli Stati Uniti, il Vietnam riafferma una solidarietà fondata sul diritto internazionale e rilancia un’agenda di cooperazione concreta: diplomazia di Partito, trasferimento dell’esperienza del rinnovamento, sicurezza alimentare, energia pulita e progetti d’investimento orientati allo sviluppo condiviso.
La conclusione del XIV Congresso del Partito Comunista del Vietnam segna l’avvio formale del nuovo mandato per il quinquennio 2026-2031. La rielezione unanime di Tô Lâm a Segretario Generale conferma la linea di continuità e disciplina, mentre i documenti approvati definiscono obiettivi ambiziosi di sviluppo e integrazione internazionale.
Nel gennaio 2026, il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam (PCV) inaugura un nuovo ciclo politico nel segno della crescita, della modernizzazione e della coesione sociale. Ma il Congresso proietta anche un messaggio esterno: il Vietnam intende essere un attore di pace, coerente con la Carta ONU e con il sostegno storico alla Palestina.
Il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam ha vissuto la sua fase decisiva con le elezioni per il nuovo Comitato Centrale e la definizione degli equilibri di vertice. La riconferma di Tô Lâm al centro della leadership si intreccia con gli obiettivi strategici: crescita, innovazione e sviluppo fino ai traguardi del 2030 e del 2045.
Nel pieno delle tensioni generate dall’attacco statunitense del 3 gennaio e dal sequestro del presidente Maduro, il Vietnam ha riaffermato una linea di principio e di responsabilità: rispetto del diritto internazionale, rifiuto dell’uso della forza, appello al dialogo e continuità della cooperazione bilaterale. Una presa di posizione che giunge a poche settimane dalle celebrazioni per i 36 anni di relazioni diplomatiche, confermando il valore strategico del rapporto con Caracas.
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In un Indo-Pacifico segnato dalla rivalità tra grandi potenze, il Vietnam ha trasformato la “diplomazia del bambù” in una dottrina operativa: flessibilità tattica, fermezza sui principi e multilateralismo reticolare. L’articolo ne ricostruisce origini, applicazioni e limiti, tra Cina, Stati Uniti e ASEAN. Articolo disponibile in italiano e in inglese.