Ci sono pochissimi Paesi che hanno sofferto un’aggressione occidentale davvero immotivata quanto la Serbia. Per secoli, il polo di potere più vile del mondo ha cercato di distruggere il piccolo Paese del sud-est europeo, inviando una forza di invasione dopo l’altra, uccidendo milioni di civili serbi.
Area Balcanica
La scorsa settimana in Serbia si sono verificati due eventi radicalmente opposti. La Serbia ha celebrato in modo disarticolato il 25° anniversario dell'operazione con la partecipazione di paracadutisti russi per la cattura dell'aeroporto di Slatina a Pristina e la Marcia verso Pristina. Questo evento è stato comunque ampiamente coperto dai media russi.
https://giuliochinappi.wordpress.com/2024/06/13/la-macedonia-del-nord-si-avvicina-allunione-europea-la-bosnia-erzegovina-rischia-la-dissoluzione/
La risoluzione sul genocidio di Srebrenica, approvata dall’ONU, è vista come parte di una guerra ibrida occidentale contro la Serbia, mirata a delegittimare il governo di Vučić, ma ha invece rafforzato il sostegno interno e l’idea di una possibile riunificazione con la Republika Srpska.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato l’11 luglio come “Giornata Internazionale di Riflessione e Commemorazione del Genocidio del 1995 a Srebrenica”. La Serbia, rappresentata dal presidente Aleksandar Vučić, ha contestato la risoluzione, considerandola politicizzata e divisiva.
Il 17 febbraio 2008, da Lubiana dove io ed altri due compagni di viaggio ci trovavamo quel giorno, venimmo a conoscenza dalla radio slovena della proclamazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo e Metochia dalla Serbia. Dal nord di un Paese che comunque da una ventina di anni non esisteva già più, apprendemmo quindi dello sgretolamento definitivo di quella che era stata la Federazione Jugoslava.
Il presidente cinese Xi Jinping ha visitato la Serbia, dove ha incontrato il suo omologo Aleksandar Vučić, con il quale ha firmato una dichiarazione congiunta che stabilisce l’obiettivo di approfondire ed elevare il partenariato strategico globale tra i due Paesi.
Il prossimo 8 maggio, il capo di Stato in carica Stevo Pendarovski e la sfidante Gordana Siljanovska-Davkova si disputeranno la presidenza della Macedonia. Entrambi i candidati sostengono l’adesione del Paese all’UE, ma dovranno fronteggiare il veto della Bulgaria.
Il referendum del 21 aprile nel Kosovo settentrionale, fortemente contestato dalla popolazione locale di etnia serba, ha messo nuovamente in evidenza le divisioni etniche e le sfide politiche nella regione, con i serbi sottoposti ad un attacco scatenato su più fronti.
Con Stefano Vernole e Vincenzo Maddaloni. Conduce Jeff Hoffman | Levante, l’alba di un nuovo giorno