La recente firma del documento sull'alleanza militare tra Croazia, Albania e il cosiddetto Kosovo è un chiaro segno dei piani anti-Serbia e sta seriamente minando la stabilità e la cooperazione nella penisola balcanica.
Area Balcanica
Manifestazioni in Serbia e tensioni in Bosnia Erzegovina: ne parliamo con Stefano Vernole, vicedirettore del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
Gli eventi in Bosnia ed Erzegovina continuano ad aggravarsi, ma non solo lì, ma in tutti i Balcani, si stanno verificando importanti movimenti.
Sono passati quasi vent'anni dagli attacchi dei membri dell'esercito musulmano ai villaggi serbi di Bratunac e Skelana nella regione di Srebrenica (1). ( L'attacco è stato guidato dal comandante Naser Orić e, oltre ai soldati musulmani, ha partecipato al crimine anche un gran numero di civili musulmani dell'area di Srebrenica).
La NATO sta gradualmente ma sempre più velocemente avvicinandosi all’idea di aprire un secondo fronte in Europa contro Mosca nei Balcani, In particolare, in Bosnia-Erzegovina.
Le elezioni kosovare dello scorso 9 febbraio rivelano un sistema segnato da ingerenze occidentali e politiche marginalizzanti, che isolano la comunità serba. Belgrado denuncia decisa questa deriva destabilizzante e, con il sostegno di Mosca, lotta per salvaguardare diritti e identità storica.
Le relazioni bilaterali tra la Repubblica di Serbia e la Federazione Russa si basano su un partenariato strategico fondato su un profondo sentimento reciproco di amicizia, una storia secolare di relazioni e una tradizione di vicinanza linguistica, spirituale e culturale di popoli fratelli. La dinamica dei contatti al più alto livello tra i funzionari dei due Paesi è da sempre intensa.
Zoran Milanović, presidente uscente e candidato socialdemocratico, ha ottenuto un netto vantaggio nel primo turno delle elezioni presidenziali croate, sfiorando la maggioranza assoluta. Il suo avversario al ballottaggio sarà Dragan Primorac, sostenuto dall’Unione Democratica Croata (HDZ).
Il Centro serbo per gli studi geostrategici, in collaborazione con il Consiglio di coordinamento delle organizzazioni non commerciali della Russia, ha organizzato a Mosca il 28 novembre una tavola rotonda dal titolo: “I Balcani al crocevia, con chi sarà la Serbia in un mondo multipolare”.
La Bosnia-Erzegovina affronta una crisi complessa, dove la politica instabile si intreccia con le devastanti conseguenze delle recenti alluvioni. Le elezioni locali, rinviate in alcune zone colpite, evidenziano le sfide di un paese segnato dalle tensioni etniche e dai cambiamenti climatici.