Si commemorano i martiri cubani uccisi durante il rapimento del Presidente Venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti. La corrispondenza di Alessandro Fanetti dall’Avana, per ComeDonChisciotte.org
America Latina
1) Innanzitutto, occorre sgomberare il campo dalle più insulse boiate della propaganda a stelle
e strisce: chiunque pensi davvero che l'aggressione armata USA al Venezuela sia legata alla "lotta al narcotraffico" è bene che si concentri sulle favole tipo "Biancaneve e i sette nani", anzichè sulla geopolitica.
Nel pieno delle tensioni generate dall’attacco statunitense del 3 gennaio e dal sequestro del presidente Maduro, il Vietnam ha riaffermato una linea di principio e di responsabilità: rispetto del diritto internazionale, rifiuto dell’uso della forza, appello al dialogo e continuità della cooperazione bilaterale. Una presa di posizione che giunge a poche settimane dalle celebrazioni per i 36 anni di relazioni diplomatiche, confermando il valore strategico del rapporto con Caracas.
Alcune petroliere cariche di petrolio greggio e carburante hanno lasciato il mare del Venezuela in modalità oscura dall’inizio del 2026
L’operazione militare lanciata dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump contro il Venezuela ha sollevato gravi questioni legali. Dalle norme inderogabili del diritto internazionale – come la Carta delle Nazioni Unite e la Convenzione di Montego Bay – fino alle disposizioni della Costituzione americana, emergono violazioni sostanziali dei principi di legalità e dello stato di diritto, sia sul piano esterno che interno.
Il bombardamento statunitense e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di “massima pressione” contro la Rivoluzione Bolivariana. Al centro della risposta istituzionale emerge Delcy Rodríguez, bersaglio di una guerra psicologica mirata a dividere il PSUV.
Dopo mesi di escalation nel Mar dei Caraibi, Washington ha abbandonato ogni maschera: uso della forza, bombardamenti, sequestro del capo dello Stato venezuelano. Se queste azioni restano impunite, il “diritto internazionale” si riduce a una formula vuota, sostituita dalla legge del più forte.
Nel pieno della crisi aperta dall’aggressione statunitense e dal sequestro del Presidente Maduro, Caracas porta il caso alla CELAC: Yván Gil ribadisce la continuità costituzionale e istituzionale del Paese, denuncia la militarizzazione del Caribe e chiede il ripristino della legalità internazionale.
Tra sfruttamento petrolifero deciso da società britanniche e israeliane e rafforzamento militare di Londra, la questione Malvinas entra in una fase critica. La compiacenza di Javier Milei, denunciata da Cristina Fernández e dai veterani, indebolisce la sovranità argentina proprio quando l’Atlantico del Sud torna centrale.
Tres estilos, un mismo objetivo: Obama, Biden y Trump ante Cuba y la persistencia del cambio de régimen. Ponencia presentada en el XXIII Ciclo de Conversaciones “Cuba en la Política Exterior de EE.UU.”: El regreso de Trump: Impacto presente y futuro en Cuba.