Nel giro di pochi giorni, a maggio 2026, Pechino ha ospitato i due leader più potenti e più temuti del mondo. Prima Donald Trump, poi Vladimir Putin. Due visite di Stato, due cerimoniali quasi speculari, due relazioni profondamente diverse. Ma c'è un denominatore comune: la Cina di Xi Jinping si è ritrovata al centro di tutto, e lo sa benissimo. Come ha osservato il consigliere governativo Zheng Yongnian, la sequenza delle visite ha posizionato Pechino "al centro delle relazioni trilaterali con Russia e Stati Uniti". Non è un caso. È il risultato di anni di costruzione paziente di un ruolo che oggi nessun altro può reclamare: quello dell'interlocutore indispensabile.
Veronica Vuotto
C'è un dettaglio che vale più di mille comunicati ufficiali. Nel novembre del 2017, il presidente Xi Jinping si precipitò a Mar-a-Lago in Florida appena tre mesi dopo l'insediamento di Trump, nel tentativo di evitare un deterioramento immediato delle relazioni.
Negli ultimi anni, i corridoi infrastrutturali sono emersi come strumenti centrali della geopolitica contemporanea, diventando non solo reti fisiche di collegamento tra Stati e regioni, ma veri e propri vettori di influenza, sviluppo e competizione globale. Attraverso strade, ferrovie, porti, oleodotti, cavi digitali e hub logistici, le grandi potenze stanno ridisegnando la mappa della connettività mondiale, utilizzando questi tracciati come leve strategiche per garantire accesso alle risorse, stabilire nuovi standard e rafforzare il proprio peso politico ed economico nei territori attraversati. Lungi dall’essere semplici infrastrutture di trasporto, i corridoi economici rappresentano una sintesi di politiche commerciali, interessi energetici, logiche industriali e visioni geoeconomiche.
Il vertice tra Cina e Unione Europea, svoltosi il 24 luglio 2025 a Pechino, si è tenuto in un momento di forti tensioni economiche e politiche, ma anche di tentativi, seppur timidi, di mantenere aperti i canali diplomatici. L’incontro, che celebrava formalmente i cinquant’anni di relazioni diplomatiche bilaterali, ha assunto nei fatti il carattere di un bilancio: non tanto una celebrazione, quanto una presa d’atto delle divergenze strutturali tra Bruxelles e Pechino.
Lo scontro tra Israele e Iran ha superato da mesi la soglia della guerra per procura, evolvendosi in un conflitto a bassa intensità ma sempre più diretto. Missili, droni, sabotaggi, attacchi a infrastrutture strategiche e operazioni di intelligence stanno ridefinendo la geopolitica del Medio Oriente. Ma dietro le quinte di questo confronto si muove un attore esterno sempre più centrale: la Cina.
L'adesione ai BRICS rafforzerebbe il commercio italiano ed eleverebbe i legami con il Sud Globale a un livello superiore
Negli ultimi anni, la corsa all’intelligenza artificiale ha visto il dominio di aziende statunitensi come OpenAI, Google DeepMind e Anthropic. Tuttavia, l’emergere di DeepSeek, una startup cinese specializzata nello sviluppo di modelli linguistici open-source, ha scosso il panorama tecnologico globale, segnando un momento di svolta per il settore.
Il CeSEM è lieto di presentare un webinar sul nuovo Medio Oriente Un appuntamento gratuito e online per capire i cambiamenti geopolitici e le dinamiche strategiche che stanno ridefinendo la regione. Interverranno: Stefano Vernole – Vicepresidente del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo. Federico De Renzi – Responsabile area Turan del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo. Matteo Meloni – Giornalista specializzato in ambito geopolitico, Direttore di SpecialEurasia. Già Addetto Stampa al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York Unisciti a noi per approfondire scenari cruciali e prospettive future. 👉 Per maggiori informazioni e per iscriverti, compila il form qui sotto Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome Completo *NomeCognomeIndirizzo Email * Invia
Negli ultimi decenni, la Cina ha percorso un viaggio straordinario nella cibernetica, trasformandola da un campo emergente di studio in un pilastro della sua strategia nazionale. Questo percorso non solo ha rivoluzionato il modo in cui il Paese gestisce il controllo digitale, ma ha anche portato la cibernetica al centro della sicurezza nazionale. Mentre le tecnologie avanzano rapidamente, la Cina si trova a dover bilanciare l’innovazione con la protezione dei propri confini cibernetici, creando un sistema che non solo risponde alle sfide attuali, ma anticipa quelle future. In un’epoca in cui il cyberspazio è diventato un nuovo campo di battaglia, la Cina ha riconosciuto la necessità di un controllo cibernetico robusto e di una difesa digitale impenetrabile. Questa evoluzione non è avvenuta per caso, ma è il risultato di una pianificazione strategica meticolosa che riflette una visione profonda e articolata della cibernetica come strumento di potere e sicurezza.
Negli ultimi decenni, l'intelligenza artificiale (IA) ha rapidamente acquisito un ruolo centrale nello sviluppo tecnologico globale, diventando una delle tecnologie chiave del XXI secolo. Dalle applicazioni industriali alla ricerca scientifica, passando per l’innovazione nei servizi e nei prodotti di consumo, l’IA sta trasformando interi settori economici e modificando profondamente il panorama geopolitico. In questo scenario dinamico, la Cina si è affermata come uno degli attori principali nella corsa globale all'innovazione tecnologica, con un interesse particolare verso il mondo dell’IA.