Le nuove rivelazioni sull’attentato ai gasdotti Nord Stream stanno destabilizzando la narrazione occidentale e causando tensioni all’interno del fronte atlantista, mentre emergono dubbi sul ruolo degli Stati Uniti e sulla continuità del sostegno europeo a Kiev.
Giulia Simeone
Storicamente, il sostegno dei paesi del Golfo alla causa palestinese è stato motivato dall’affinità culturale e religiosa: un Paese su tutti, l’Arabia Saudita, ha sempre difeso le rivendicazioni palestinesi[1], soprattutto dopo la sfida posta dall’occupazione israeliana di Gerusalemme. Ulteriore testimonianza di tale supporto alla causa palestinese la si trova nelle prerogative che erano state poste per lavorare verso una possibile normalizzazione delle relazioni tra Riyadh e Israele: la condizione chiave è che venissero indicate garanzie chiare per il popolo arabo della Palestina.
Dopo un periodo di grave silenzio internazionale, la questione israelo-palestinese è tornata al centro della scena internazionale e del dibattito pubblico, anche con mobilitazioni della società civile con numeri che non si registravano dal 20031. Cos’è successo il 07 ottobre 2023? E come l’Egitto s’inserisce nell’intricato quadro di mediazione per fermare gli scontri in atto nella Striscia di Gaza?