Negli scorsi giorni, il Pakistan ha ribadito il proprio impegno nei confronti delle norme globali di non proliferazione nucleare, sottolineando il suo solido sistema esecutivo, il regime completo di controllo delle esportazioni e il ruolo attivo nell’attuazione della Risoluzione 1540 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Aurelia Puliafito
In un colloquio telefonico con Vladimir Putin, il presidente Xi Jinping ha ribadito la posizione costante della Cina sulla crisi ucraina e l’impegno a promuovere negoziati di pace, salutando ogni progresso nei contatti tra Mosca e Washington e la cooperazione strategica bilaterale.
Il Mar Nero è oggi tornato al centro delle preoccupazioni strategiche e di uno dei due progetti di cessate il fuoco attualmente in fase di preparazione in Arabia Saudita sotto la mediazione statunitense. Ed è verso quest’area che si sta rivolgendo l’attenzione delle cancellerie occidentali e dell’opinione pubblica africana.
Le tragiche vicende dei conflitti essenzialmente nell'area dei Balcani, in Rwanda e altrove, fondamentali nella storia dell'evoluzione del diritto internazionale penale e della giustizia internazionale, hanno altresì rappresentato il casus belli, l'evento che ha spinto la Comunità internazionale a riflettere sul rapporto tra Stato e individuo, interrogandosi sul ruolo che la sovranità statale avrebbe dovuto rivestire nella società internazionale contemporanea.
L'Africa è stata cruciale per la politica estera della Cina dalla fine della guerra civile che dilaniò il paese sino al 1947. La Cina sostenne i movimenti di liberazione africani durante la Guerra Fredda e, per ogni anno a partire dal 1950, il ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha visitato per la prima volta un paese africano.
Nonostante il ruolo di attore di spicco a livello regionale e globale rivestito dalla Nigeria, la situazione dei diritti umani nel paese risulta essere estremamente critica.
Istituita nel 1957 come una comunità volta al rafforzamento della cooperazione economica tra Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo, l’Unione Europea, così ribattezzata nel 1992, ha assunto caratteristiche sui generis, e la cooperazione tra stati si è estesa ad ambiti quali l’asilo, la gestione dell’immigrazione, la giustizia, la sicurezza, l’energia, l’ambiente e la politica estera.
Al fine di analizzare il ruolo rivestito dal tema dei diritti umani nella politica estera degli Stati Uniti è indispensabile ripercorrere le origini storiche della nazione che si sarebbe affermata come superpotenza dell’ordine mondiale contemporaneo. Come ricostruito dallo storico e politico Henry Kissinger, tedesco naturalizzato statunitense, se in Europa il sistema di ordine era stato fondato, a partire dalla fine della guerra dei trent’anni, “sull’eliminazione degli assoluti morali dalla sfera dell’attività politica, non foss’altro per l’esito disastroso dei tentativi di imporre un unico credo ai diversi popoli del continente”, la giovane potenza statunitense si fondò sui principi del credo puritano. Il puritanesimo, a parere dell’aristocratico francese Alexis de Tocqueville, si confondeva “in molti punti con le teorie democratiche e repubblicane più assolute”, in virtù di una ossimorica commistione tra spirito di religione e spirito di libertà.