di Stefano Vernole
Istituto d’Europa, Accademia Russa delle Scienze (RAS) – Seminario sociale A.A. Krasikov – Centro di Studi Geostrategici (Belgrado, Serbia) | Seminario scientifico sul tema: “L’ascesa di nuovi movimenti politici in Europa: trasformazione dello spettro politico e crisi del modello liberale?” – 18 giugno 2026
Buon pomeriggio e grazie per il gentile invito. È un onore e un piacere per me partecipare, anche se solo in videoconferenza a causa dei miei impegni di viaggio, al vostro importante seminario. L’associazione che rappresento oggi, il Centro Studi Eurasia Mediterraneo, lavora da quasi 15 anni sulle relazioni con tutti coloro che desiderano un mondo multipolare, non un pianeta dominato da un’unica superpotenza. Una pluralità di voci, popoli e culture con sistemi politici diversi deve essere il futuro dell’umanità. Personalmente, mi occupo di geopolitica e di creazione di opportunità di amicizia tra Italia e Russia, un Paese a me caro, da oltre 30 anni.
Certamente viviamo in tempi difficili, ma questo non deve essere una scusa per abbandonare tali relazioni.
Il sistema capitalistico a guida occidentale è ora diviso in due blocchi apparentemente opposti ma in realtà identici, subordinati al potere euro-atlantico. Tutte le forze politiche di “destra” e di “sinistra” non riescono a mettere in discussione il primato della finanza sull’economia e dell’economia sulla politica, sostenendo un modello di sviluppo ideologico basato sull’individualismo liberale e il liberismo. Tuttavia, la competizione geopolitica globale ha esacerbato queste tendenze e radicalizzato gli schieramenti opposti. Mentre in Europa la classe dominante propone il “migliore dei mondi possibili” da esportare e imporre ai “barbari” insieme a una “democrazia” plutocratica, negli Stati Uniti l’egemonismo messianico si esprime sotto forma di “scontro di civiltà” e suprematismo razziale. Queste due tendenze essenzialmente antitradizionali e disumane devono essere superate ricercando una vera alternativa: quella di un socialismo con caratteristiche europee.
L’Italia, in particolare, è molto simile alla Russia sotto questo aspetto. Tutte le principali correnti storiche e culturali del Paese sono anti-individualiste e anti-liberali: sia i movimenti cattolici (cristiano-socialisti), socialisti che nazionalisti hanno radici diverse dall’attuale capitalismo finanziario di stampo anglosassone che domina l’Europa. Lo stesso si può dire della Russia. Dopo il decennio di “crisi” durante le presidenze Gorbaciov-Eltsin, l’era Putin è stata caratterizzata da una parziale riscoperta delle tradizioni patriottiche, cristiano-ortodosse e sociali che hanno caratterizzato la storia della nazione.
Ora, è necessario individuare almeno i principi fondamentali attraverso i quali coniugare valori tradizionali e sociali nel XXI secolo, con l’obiettivo di formare una nuova forza politica, necessariamente rivoluzionaria, di fronte all’attuale corso degli eventi che si sta sempre più dirigendo verso un conflitto esistenziale.
L’evidente incapacità del capitalismo finanziario di garantire condizioni di vita dignitose a grandi fasce della popolazione europea, spicca di fronte all’esempio dell’ascesa pacifica della Cina.
Ciò dimostra l’urgenza di questo compito. Non è un caso che Pechino abbia definito il suo modello come “socialismo con caratteristiche cinesi”, ciò significa che non può essere esportato in altri contesti nazionali. Da qui la necessità di delineare un modello di “socialismo con caratteristiche europee”, che rifletta la specifica eredità culturale del Vecchio Continente.
I principi base di questo modello dovrebbero essere: un ritorno all’economia reale e produttiva di fronte alla speculazione finanziaria dilagante; un’economia mista: priorità all’intervento statale in tutti i settori strategici e massima libertà economica in tutti quelli non essenziali alla sovranità nazionale e continentale; la creazione di un nuovo blocco sociale rappresentato da tutti coloro che non si identificano più con il sistema oligarchico dominante e cercano nuove forme di rappresentanza politica, un’alleanza tra la classe operaia e la classe media produttiva; l’internazionalismo dei popoli contro le divisioni di classe e il doppio standard geopolitico promosso dall’Occidente collettivo.
Un socialismo praticabile deve avere come parola d’ordine l’alleanza delle civiltà, piuttosto che lo scontro. Il compito più urgente è restituire il controllo sui processi di redistribuzione del reddito, sul commercio e sui flussi finanziari a una classe politica realmente in sintonia con le esigenze della nazione, e garantire che ampi segmenti della popolazione attualmente svantaggiati abbiano accesso gratuito ai servizi essenziali: sanità, istruzione, previdenza sociale e sistema pensionistico.
Decenni di controrivoluzione liberale in Europa hanno trasformato l’antropologia stessa dei Paesi occidentali, e la semplice ascesa al potere di un qualsivoglia movimento non è più sufficiente a cambiare questa situazione: è necessario modificare le strutture di funzionamento del potere politico creando un nuovo partito rivoluzionario capace di dar vita ad istituzioni popolari di democrazia diretta e partecipativa al di fuori delle attuali congreghe statali.
Questo è possibile solo ridefinendo il posizionamento geopolitico dell’Europa, liberandola dalla sua morsa mortale con gli Stati Uniti d’America e rivolgendo la sua attenzione ai BRICS e al Sud del mondo. Crediamo che la Russia possa essere il portabandiera di questo cambiamento.
Stefano Vernole


*Programma del Seminario
16:00 — Opening
• Roman Nikolaevich Lunkin
Doctor of Political Sciences, Deputy Director of the Institute of Europe of the Russian Academy of Sciences (IE RAS), Head of the Department of Social and Political Research, IE RAS
• Vladimir Yakovlevich Schweitzer
Doctor of Historical Sciences, Chief Research Fellow, Department of Social and Political Research, IE RAS
• Dragana Trifkovic
Director General of the Center for Geostrategic Studies (Serbia)
16:10 – 18:30 — Presentations (up to 10 minutes each)
Dragana Trifkovic, Director General of the Center for Geostrategic Studies (Serbia)
“The crisis of trust in EU institutions and the rise of alternative political movements”
His Excellency Mohammad Sadek Fazli, Ambassador of Iran to Serbia
“The crisis of the liberal model and political processes in Europe: a view from Iran”
Elena Anatolyevna Gorodetskaya, Deputy Head of the Official Representation of the Pridnestrovian Moldavian Republic in the Russian Federation, Candidate of Legal Sciences
“On effective tools of humanitarian integration within the Russian civilizational space (the case of Transnistria)”
Stefano Vernole, Political scientist, Vice-President of the Eurasia and Mediterranean Research Center (CeSEM)
“A Socialism with European characteristics”
Nikolay Maratovich Mezhevich, Doctor of Economics, Chief Research Fellow, Head of the Center for Belarusian Studies, IE RAS
Hélène Perru, French political scientist, historian, cultural and public figure, assistant to French President Jacques Chirac
“New political movements in France one year before the presidential elections: what political spectrum and where is France heading?”
Veronika Wittmann, Associate Professor, Institute of Contemporary History; Deputy Director, Institute for Cultural Economics and Cultural Studies, Faculty of Social and Economic Sciences, Johannes Kepler University Linz
“Navigating geopolitical uncertainty: Europe in a changing world order”
Maria Feliksovna Utkina, Candidate of Political Sciences, Deputy Dean for Master’s Studies and International Cooperation, Faculty of Governance and Politics, MGIMO University, Senior Lecturer, Department of Comparative Politics
“Erosion of the liberal-centrist consensus and polarization of British politics in the 2020s”
Boris Pavlovich Guseletov, Doctor of Political Sciences, Chief Research Fellow, Department of Social and Political Research, IE RAS
“Transformation of Europe’s party-political landscape following the 2024 European elections: causes of the emergence of new actors”
Taisiya Viktorovna Marmotova, Associate Professor, Astana International University; President of the Public Foundation “Institute for Regional Integration Studies”, Candidate of Historical Sciences
“Contemporary political processes in Europe and their impact on the Eurasian space”
Srdjan Perišić, Professor, political scientist, specialist in geopolitics and international relations (Bosnia and Herzegovina)
“The geopolitical aspect of the conflict between sovereigntism and (post)liberalism from the Baltics to the Balkans”
Olga Peterson, Former member of the Hamburg Parliament (2020–2024)
“Democracy and freedom of speech in contemporary Germany: challenges of political pluralism”
Ekaterina Petrovna Timoshenkova, Candidate of Historical Sciences, Leading Research Fellow, Department of Social and Political Research, IE RAS
“Is there a future for the ‘Left’ in Germany?”
18:30 – 18:45 — Discussion