CITTÀ DEL VATICANO, 16 giugno — Il 16 giugno, presso la Casa Russa a Roma, si è svolto il ricevimento dell’Ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede in occasione della festa nazionale della Federazione Russa, la Giornata della Russia.
All’evento hanno preso parte alti rappresentanti della Curia Romana, del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, della Chiesa Ortodossa Russa, nonché esponenti del mondo della cultura, della società civile e dell’imprenditoria.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, ha sottolineato il significato storico della ricorrenza, la continuità della statualità russa e il contributo del Paese allo sviluppo della scienza, della cultura e dell’istruzione mondiali.
Particolare attenzione è stata dedicata all’attuale situazione internazionale, al crescente numero di conflitti armati, al rafforzamento della logica di confronto e ai rischi legati al degrado dei meccanismi di sicurezza internazionale. L’Ambasciatore ha ribadito che una sicurezza duratura non può essere garantita a scapito della sicurezza altrui e ha sottolineato la necessità di un dialogo serio sul futuro dell’ordine internazionale.
Nel discorso è stata inoltre evidenziata l’importanza dei rapporti tra la Russia e la Santa Sede. Soltanovsky ha espresso apprezzamento per il mantenimento di un dialogo aperto e fiducioso, nonché per l’impegno umanitario del Vaticano, in particolare nell’ambito dell’attività del Cardinale Matteo Zuppi.
L’Ambasciatore ha inoltre rilevato l’apertura della Santa Sede verso la cultura russa e ha confermato l’interesse della Russia a sviluppare la cooperazione con il Vaticano. È stata altresì espressa la speranza di proseguire il dialogo con il Sovrano Militare Ordine di Malta su una serie di questioni umanitarie.
In occasione del ricevimento è stata organizzata una mostra di dipinti dell’artista russa Katya Medvedeva, dedicati a temi biblici. Le opere, realizzate in stile naïf, si distinguono per la loro sincerità espressiva, l’immediatezza del linguaggio artistico e una profonda dimensione spirituale.
Intervento di S.E. Sig.Ivan Soltanovsky,
Ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta, al ricevimento in occasione della Festa Nazionale della Federazione Russa (Roma, 16 giugno 2026)
Vostre Eminenze, Eccellenze, Altezze, Monsignor Gallagher, Signore e Signori,
Sono lieto di porgere a tutti voi un cordiale saluto in occasione del ricevimento dedicato alla nostra Festa Nazionale – la Giornata della Russia.
Questa ricorrenza è legata all’adozione, nel 1990, della Dichiarazione sulla sovranità statale della Federazione Russa. Essa simboleggia la continuità della statualità russa, la sua capacità di rinnovarsi e di svilupparsi, nonché la responsabilità verso le generazioni future.
La storia della Russia conta più di mille anni. Nel corso dei secoli, il nostro Paese si è formato come uno spazio unico di incontro tra popoli, culture e tradizioni religiose. La Russia ha dato e continua a dare un contributo significativo allo sviluppo della scienza, della cultura e dell’istruzione mondiali. Il nostro Paese ha svolto un ruolo importante nei destini dell’Europa e dell’Eurasia e, nei periodi più drammatici della storia mondiale, ha più volte partecipato alla soluzione di questioni da cui dipendeva il futuro di interi popoli.
Oggi il mondo attraversa uno dei periodi più complessi della storia contemporanea. Le parole del compianto Papa Francesco sulla “terza guerra mondiale a pezzi” assumono un significato sempre più inquietante. Assistiamo all’aumento del numero dei conflitti armati, all’ampliamento delle zone di instabilità, mentre le contraddizioni politiche ed economiche vengono sempre più spesso interpretate attraverso la lente della contrapposizione di forza.
Suscita seria preoccupazione il continuo rafforzarsi di una logica di confronto. In molte regioni del mondo si registra una crescita senza precedenti delle spese militari. In diversi Stati europei sono stati avviati vasti programmi di riarmo e di
potenziamento delle capacità militari. Sempre più spesso, nello spazio pubblico, si sentono discorsi sull’inevitabilità di nuovi scontri e sulla necessità di prepararsi ad essi.
Un simile sviluppo degli eventi non può non destare inquietudine. La storia dell’Europa dimostra in modo convincente che la corsa agli armamenti e la sfiducia reciproca possono condurre a conseguenze tragiche, il cui prezzo viene inevitabilmente pagato dalle persone. Oggi è particolarmente importante impedire il definitivo degrado dei meccanismi di sicurezza internazionale e preservare lo spazio per il dialogo politico e diplomatico.
La Russia parte dal presupposto che una sicurezza duratura non possa essere garantita a scapito della sicurezza altrui. Siamo convinti della necessità di ricercare soluzioni fondamentali alle crisi esistenti sulla base del rispetto dei legittimi interessi degli Stati e della disponibilità a un dialogo serio sul futuro dell’ordine internazionale.
È proprio per questo che attribuiamo grande importanza ai rapporti con la Santa Sede. In un contesto di instabilità globale e di crescente polarizzazione, la Santa Sede rimane uno dei pochi attori internazionali che si esprimono da posizioni di buon senso e di responsabilità morale. Il Vaticano mantiene coerentemente il dialogo con tutte le parti, si adopera in difesa della dignità umana e si lascia guidare da principi umanitari indipendentemente dalle congiunture politiche. Siamo grati per il mantenimento di un dialogo aperto e fiducioso.
Desidero sottolineare in modo particolare la dimensione umanitaria della nostra interazione. È seguita con coerenza e professionalità dall’Inviato speciale del Papa per la questione ucraina, il Cardinale Matteo Zuppi. Siamo convinti che l’attività umanitaria debba restare al di fuori delle divergenze politiche e servire ad alleviare le sofferenze delle persone colpite dai conflitti.
Apprezziamo il fatto che la Santa Sede, a differenza di molti Paesi europei, dimostri apertura verso la cultura russa e non ostacoli lo svolgimento di mostre e concerti russi nei propri spazi. La cultura deve rimanere al di fuori della politica e fungere da ponte per la comprensione reciproca. Ciò è particolarmente importante
nelle condizioni di profondo degrado dei consueti canali di comunicazione tra la Russia e l’Occidente.
In questo contesto, desidero richiamare la vostra attenzione sulla piccola mostra che abbiamo preparato appositamente per questa occasione. Katya Medvedeva è un’artista autodidatta, le cui opere colpiscono per la loro sincerità e per la loro energia interiore; la sua arte è profondamente intrisa di fede, amore e compassione. I lavori di questa artista sono stati molto apprezzati sia dai collezionisti sia dagli storici dell’arte. Ci auguriamo che possano trovare una risonanza anche nei vostri cuori.
Vediamo un notevole potenziale per lo sviluppo della cooperazione tra Russia e Santa Sede non solo nei tradizionali ambiti umanitario e culturale, ma anche nelle questioni legate alla formazione di un ordine mondiale più giusto e sostenibile. Ci uniscono l’aspirazione al rafforzamento della pace, alla tutela della dignità umana e alla ricerca di risposte alle sfide e alle minacce dell’ordine globale.
Grande interesse in Russia ha suscitato la prima enciclica di Sua Santità Papa Leone XIV, “Magnifica Humanitas”. Ho studiato attentamente questo documento e lo considero una testimonianza estremamente importante della sincera sollecitudine del Vaticano per il futuro dell’intera umanità, nonché espressione della visione globale della Santa Sede e personalmente del Papa rispetto alle nuove sfide che l’umanità si trova ad affrontare.
Rimaniamo altresì invariabilmente interessati a un dialogo costruttivo e rispettoso con il Sovrano Militare Ordine di Malta, al quale la Russia è legata da una lunga storia, da una comune attenzione alle più urgenti questioni umanitarie e dalla preoccupazione per la difficile condizione dei cristiani nel mondo.
Permettetemi di augurare a tutti i presenti pace, prosperità e comprensione reciproca. Possa la cooperazione tra i popoli contribuire al rafforzamento della fiducia e aiutare a trovare soluzioni rispondenti agli interessi delle generazioni presenti e future.