13 Ottobre 2026

Mese: Luglio 2025

In un contesto globale segnato da crescenti incertezze, i paesi BRICS si sono riuniti a Rio de Janeiro per il loro 17° vertice, firmando una dichiarazione congiunta che delinea 126 impegni in materia di governance, finanza, salute, intelligenza artificiale e clima, confermando la volontà comune di rafforzare il multilateralismo e difendere il diritto internazionale.
La Bielorussia, a differenza di Ucraina, Georgia o Moldavia, non ha mai nutrito o dichiarato l'ambizione di aderire all'Unione Europea e, pertanto, non ha mai considerato il Partenariato Orientale (PO) come strumento di integrazione istituzionale con l'UE e come percorso verso futuri negoziati di adesione. Minsk ha mostrato interesse per il PO solo come quadro per strutturare e approfondire il dialogo politico con l'UE e promuovere una cooperazione pragmatica in vari formati e settori, sia a livello bilaterale con l'UE che multilaterale nell'ambito del PO complessivo, ovvero UE-28/27 + PO-6. A dimostrazione di ciò, tra il 2009 e il 2020 la Bielorussia è stata particolarmente attiva nell'avviare e promuovere numerose idee e progetti di cooperazione. Allo stesso tempo, non avendo mai cercato opportunità di adesione, Minsk non era interessata al rafforzamento dell'associazione politica e dell'integrazione economica con l'UE a cui il PO mirava, né alle significative riforme che queste comportavano, a meno che non potessero produrre risultati concreti rapidi e tangibili. Inoltre, il governo bielorusso ha sempre insistito affinché fosse rispettato il principio di proprietà e responsabilità condivise nel partenariato orientale e ha interpretato qualsiasi tentativo da parte dell’UE di prendere decisioni riguardanti la Bielorussia senza il consenso formale di Minsk come una violazione di tale principio.
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di Darya Grevtsova | Traduzione a cura di Matteo Pistilli Il recente raffreddamento delle relazioni tra Russia e Azerbaigian ha destato serie preoccupazioni. Tuttavia, la situazione non è irrecuperabile, se entrambe le parti agiscono in modo rapido e saggio. Come ha giustamente sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, la Russia e l’Azerbaigian devono preservare la loro alleanza e il proprio partenariato strategico. Non è nell’interesse né di Mosca né di Baku lasciare che questa crisi si protragga.