di Daniele Perra Relazione di Daniele Perra alla Conferenza “Violation of religious rights. Attack on Ukrainian Orthodox Church” (Vienna, 22 luglio 2023) Link resoconto conferenza: https://geostrategy.rs/en/geopolitics/1424-conference-in-austria-violation-of-religious-rights-attack-on-the-ukrainian-orthodox-church?fbclid=IwAR2rt2xm9KiRlUTfkz6eeutPDZ8woG0W0h9AGnvu81wxpuxSmjbGgbj7UR4 Buongiorno a tutti, sono Daniele Perra, saggista e studioso italiano di geopolitica. Attualmente collaboro con “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, con il CeSEM (Centro Studi Eurasia-Mediterraneo) e con la casa editrice Anteo Edizioni. Il mio lavoro si concentra soprattutto sul rapporto (più o meno segreto) che intercorre tra geopolitica e geografia sacra. Con esso ho cercato (e sto ancora cercando) di mettere in luce il fatto che la geopolitica sia in qualche modo una disciplina che deriva dalla geografia sacra. Prima di iniziare vorrei ringraziarvi per avermi dato l’opportunità di partecipare ad un evento così importante.
Mese: Luglio 2023
di Giulio Chinappi In occasione del 70° anniversario dell’armistizio della guerra di Corea, Pechino e Pyongyang rinnovano la propria amicizia e ribadiscono la propria posizione congiunta contro la presenza militare statunitense nella regione. Di seguito la traduzione dell’articolo di Yang Sheng per il Global Times.
A cura di Luca Pingitore Nel novembre 2021, in occasione della sua visita ufficiale in Italia, il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica del Kyrgyzstan Ruslan Kazakbaev, ha inaugurato a Roma l’Ambasciata del proprio paese. Ad inizio 2022, una volta presentate le credenziali al Presidente della Repubblica Italiana, ha quindi inizio formalmente Il lavoro dell’Ambasciatore Taalai Bazarbaev. E’ trascorso di conseguenza solo un anno e mezzo dall’inizio dell’operatività ufficiale ma l’attività della Rappresentanza Diplomatica è stata volenterosa ed alacre. “Recuperare con l’Italia il tempo perduto” è il motto dello staff dell’Ambasciata.
di Stefano Vernole Xi Jinping ha parlato per la prima volta della Global Security Initiative al Boao Forum di Shanghai nell’aprile dello scorso anno. Il presidente cinese ha dichiarato che la GSI, traducibile come Iniziativa per la Sicurezza Globale, avrebbe fornito un quadro di principi per affrontare al meglio la diplomazia e gli affari globali, così da rendere il mondo “un luogo più sicuro”. I rappresentanti istituzionali di Pechino hanno descritto l’iniziativa come “un altro bene pubblico globale offerto dalla Cina” per contribuire, con “soluzioni e saggezza cinesi”, a “risolvere le sfide alla sicurezza che l’umanità deve affrontare”1.
Mentre il nostro pianeta si scioglie sotto gli effetti disastrosi del cambiamento climatico, le potenze comunemente riconosciute – tra cui Cina, Russia e Stati Uniti – si organizzano per ottenere vantaggi economici e commerciali e sfruttare lo scioglimento dei ghiacciai nel cosiddetto “Grande Nord”, la regione artica.
di Marco Ghisetti – Il Vaso Di Pandora Mentre l’offensiva ucraina si esaurisce sulle difese russe e il vertice della NATO a Vilnius conferma la strategia dell’attrito e della massima pressione contro la Russia, Sergej Karaganov, presidente onorario del Presidium del Consiglio per la Politica Estera e la Difesa della Federazione Russa nonché mente grigia del Ministero degli Esteri russo, ha pubblicato un articolo in cui condivide le riflessioni venute alla luce in quella che definisce “una delle riunioni più importanti dei 31 anni di storia” del Consiglio per la Politica Estera e la Difesa di cui è presidente onorario.
di Antonio Ratti Un lembo della Siria nordoccidentale, tra il confine turco e la città di Aleppo, è in mano alle milizie di Al-Qaida. Ha un proprio governo e appoggi insospettabili. Una situazione paradossale su cui è caduto un silenzio “assordante”. Un viaggio per capire cosa è rimasto dell’inestimabile patrimonio storico e archeologico. Questo è quanto mi prefiggevo prima di partire per la Siria. Non immaginavo mi sarei trovato di fronte a una situazione così drammatica. Non c’è città o villaggio che non mostri i segni delle distruzioni patite in quasi dodici anni di guerra.
di Antonio Ratti In che condizioni versano i siti storici e archeologici siriani dopo anni di guerra e il recente terremoto che ha colpito il nord-ovest del Paese e la Turchia meridionale? Un reportage dal paese levantino fa il punto della situazione del suo immenso patrimonio culturale in pericolo. Viaggiare in Siria è un’esperienza che non può non lasciare indifferenti. Non c’è città o villaggio che non mostri i segni del conflitto che ha messo in ginocchio il Paese negli ultimi dodici anni. Una scia di morte e distruzione riassunta in queste statistiche impietose: quasi settecentomila morti (tra civili e militari), tre milioni di feriti e circa dodici milioni di profughi (metà dei quali fuggiti all’estero). Una vera ecatombe, tenendo conto che nel 2011 la popolazione ammontava a poco più di ventidue milioni. Ma sono dati ancora in divenire, in quanto la cosiddetta “guerra civile siriana” – le virgolette sono d’obbligo perché è ormai chiaro che questa definizione è alquanto riduttiva alla luce delle sempre più comprovate interferenze internazionali – è ancora ben lontana dall’essersi conclusa.
di Giulio Chinappi Le recenti elezioni suppletive britanniche hanno visto il governo conservatore perdere due seggi, ma il Regno Unito si trova nel bel mezzo di una crisi strutturale che va ben oltre quella del partito al potere.
di Giulio Chinappi Nelle ultime due settimane, il Vietnam ha fatto sentire la sua voce in diversi incontri internazionali all’interno del Movimento dei Paesi non Allineati, dell’ASEAN e dell’UNHCR, lanciando un messaggio di pace, sicurezza e stabilità.