15 Settembre 2026

Mese: Aprile 2018

lavrov
Sono molte le cose che non tornano nel caso Skripal, partendo da un punto di vista meramente oggettivo, pare indubbio e scontato che la teatralità del gesto, nel caso esso fosse stato messo in atto da agenti russi, sembra voler essere un monito nei confronti di possibili avversari interni; nel caso opposto, ovvero che l’assassinio di Skripal e della figlia fosse opera di alcuni poteri facenti capo alle cancellerie “occidentali”, questa apparirebbe come l’ennesima scusa per voler rompere ulteriormente ogni forma di collaborazione e di legame con la Federazione Russa. Da ormai cinque anni assistiamo ad un bombardamento mediatico contro l’establishment del Cremlino di Putin e l’intero movimento politico russo. L’accanimento mediatico nei confronti di Mosca parte già dai giorni successivi all’ormai conclamato golpe politico avvenuto in Ucraina. E’ ormai noto che a Piazza Maidan si è consumato un golpe pilotato dall’esterno, come successivamente confermato dall’attivista Vladimir Venchak e dalle dichiarazioni raccolte dal giornalista italiano Gian Micalessin, si passa dopo al successivo braccio di ferro tra Mosca e la Washington di Obama, per definire il futuro di Assad e della Siria, finendo poi per supportare ed elogiare il primo oppositore di Putin Aleksey Navalny, dimenticando di spiegare alle opinioni pubbliche occidentali che l’oppositore al Capo di Governo russo si era formato presso la Yale University, lo stesso ateneo americano dove si studiano come mettere in piedi “le rivoluzioni colorate”. La guerra contro Mosca ha toccato anche aspetti esterni alle tradizionali relazioni internazionali, coinvolgendo anche l’ambito sportivo, dove durante il corso delle ultime olimpiadi invernali coreane, vennero vietate e messe al bando bandiere russe dagli spalti. In breve, sembra di assistere ad un’accanita campagna di screditamento del nuovo pensiero internazionale russo che vuole un nuovo mondo multipolare. Il caso di Skripal ovviamente non sarà l’ultimo ma rappresenta solo il più recente cronologicamente e anche stavolta sembra di assistere a qualcosa di strano, di oscuro, di omesso; dato che se le implicazioni di Mosca dovessero risultare certe (cosa ad oggi ancora da verificare) l’avvelenamento per opera del nervino A-234 sarebbe un gesto troppo plateale, come se si volesse disinfestare una casa dalle formiche utilizzando delle granate. Come se non bastasse, l’inventore del veleno Leonid Rink, ha osservato l’improbabilità del coinvolgimento russo nella morte di Skripal per un semplice motivo logico, ovvero che “anche un sabotatore russo semianalfabeta non utilizzerebbe un veleno russo con un nome russo”. Secondariamente, per Rink, Mosca non avrebbe avuto motivo per avvelenare il suo ex agente segreto. “In primo luogo, Skripal ha lavorato per entrambe le parti, cioè ha dato i suoi contatti britannici ai russi e quelli sovietici agli inglesi. Quindi Mosca non avrebbe avuto nessun interesse. E poi per la Russia il momento non era assolutamente redditizio, essendo successo il fatto alla vigilia delle elezioni e poco prima dei Mondiali di calcio”, ha spiegato Rink. Il caso Skripal invece sembra nascere da una visione politica di coalizione, che vede da una parte schierati gran parte delle nazioni “occidentali”, contro quello che è il nuovo pensiero...
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  Sabato 21 aprile 2018, alle ore 15.30 presso la sala comunale area ex Enel di via Mazzini 6/b a Bergamo si terrà l’incontro tematico Dai diritti sociali ai diritti civili. La parabola della sinistra italiana, evento organizzato da Albor Notizie. Interverranno Paolo Borgognone, Andrea Farhat e Paolo Rada.
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Riceviamo e pubblichiamo: ‘Iniziativa congiunta dei Presidenti dell’Uzbekistan e dell’Afghanistan: Processo di pace, cooperazione nel campo della sicurezza e della cooperazione regionale”. Sull’iniziativa congiunta dei Presidenti dell’Uzbekistan e dell’Afghanistan, il 26 e 27 marzo, p.v. a Tashkent si terrà una conferenza internazionale ad alto livello dedicata all’Afghanistan sul tema “Processo di pace, cooperazione nel campo della sicurezza e della cooperazione regionale”. Alla cerimonia di apertura parteciperanno i Capi dell’Uzbekistan e dell’Afghanistan. Tra gli invitati alla conferenza ci sono il Segretario Generale delle Nazioni Unite, il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, l’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, così come i Capi ei rappresentanti dei Ministeri degli Esteri di Cina, Russia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Italia, Francia, Turchia, l’Iran, il PRI, India, Giappone, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, KSA, Qatar e Emirati Arabi Uniti. Si prevede che i partecipanti al Forum esprimeranno la posizione consolidata a livello regionale e globale sulla necessità di un rapido avvio di colloqui diretti tra il governo afghano e il movimento “Taliban”, senza proporre condizioni preliminari. La sua visione strategica della sicurezza regionale e la stabilità, il Capo dell’Uzbekistan ha esposto dettagliatamente durante la 72-ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York a settembre 2017 e dopo, nel mese di novembre dello stesso anno, durante la conferenza di Samarcanda “l’Asia Centrale: Un passato e un futuro comune, cooperazione per lo sviluppo sostenibile e la prosperità reciproca”, il Capo dell’Uzbekistan ha proposto un programma completo di sforzi congiunti a livello regionale e internazionale per assicurare una pace duratura e stabilità nell’Asia Centrale, tra cui l’Afghanistan. Allo stesso tempo, secondo le stime di Sh. M. Mirziyoyev in Asia Centrale si intersecano gli interessi delle potenze mondiali. La regione è adiacente alle fonti di instabilità e di conflitto, sperimentando gli effetti negativi di tutti i processi che si svolgono all’estero. A questo proposito, il Presidente dell’Uzbekistan ha giustamente posto la domanda: come si svilupperà la situazione nella regione? Sullo scenario di conflitti e scontri o sulla via della cooperazione e del progresso? La risposta è ovvia: tutto dipende, prima di tutto, dalla prontezza degli Stati dell’Asia Centrale ad assumersi la responsabilità per il futuro comune della regione. L’Uzbekistan, che confina con tutti i paesi dell’Asia Centrale, è direttamente interessato che la regione diventi una zona di stabilità, sviluppo sostenibile e buon vicinato. Come ha ripetutamente sottolineato il Capo dell’Uzbekistan: “L’Asia Centrale pacifica ed economicamente prospera è il nostro obiettivo e il nostro compito fondamentale”. Allo stesso tempo, non è possibile raggiungere gli obiettivi posti senza risolvere uno dei problemi regionali e globali più pressanti – il conflitto nel vicino Afghanistan, che storicamente e geopoliticamente rappresenta una parte integrante della nostra regione comune. La pace in Afghanistan è la garanzia di stabilità e prosperità dell’Asia Centrale. Parlando ad una conferenza internazionale a Samarcanda, il Presidente dell’Uzbekistan ha dichiarato chiaramente che è necessario abbandonare la divisione delle minacce alla sicurezza in “propri e altri”, e aderire al principio di “indivisibilità della...
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Main Model United Nations was hosted from February 8, 2018 to February 11, 2018 in Frankfurt am Main and was organised by Goethe University Frankfurt am Main. Around 300 delegates from all over the world attended this event. The delegates this year hailed from a diverse range of countries from different continents. The topics discussed during the conference resulted in heated debates between delegates presenting opposing views and beliefs. However, everybody was engaged in debates respectfully enhancing their inter-cultural understanding and appreciating different points of views. The MainMUN was once again an important platform for political exchange of students for a weekend in the Goethe University with its historical significance in the international city of Frankfurt am Main, “The MainMUN has once again brought an international, student flair to the Goethe University this year. Again and again, it is impressive to see how committed the students are from early morning until late in the evening to act as real delegates and to represent their own interests with diplomatic respect,” – says Prof. Dr. Tanja Brühl, who initiated the project “Uni goes UNO” at the Goethe University. What makes such events as Model of United Nations conference really a unique experience for students? First of all, it is a simulation of 6 different committees with various experience levels and various press agencies from around the world. There were represented Organisation for Security and Co-operation in Europe, Security Council, The United Nations Economic and Social Council, Commission of Crime Prevention and Criminal Justice, United Nations Peace-building Commission. Secondly, the Model UN covers topics from women’s rights to the digital war. For instance, in the Security Council participants were given a task to solve the issue of the civilians’ protection and women’s security during regional armed conflicts. At the same time the Economic and Social Council was dealing with the corruption and promoting sustainable financial integration. Thirdly, 2018 Main MUN featured interconnected committees where decisions in one committee affected other committees. The interconnectivity through all committees, NGOs and press agencies was achieved by solving one widespread crisis simulation. In order to better understand from the inside the whole process and its influence on the students taking part in Model of United Nations event we decided to interview several participants from different committees, universities and educational background. Adelina Budulan, an international relations’ student from Bucharest, Romania, told us that the most important motivation for her to participate at the MainMUN was the fear of public speaking and debating. In her opinion, it was extremely important during the simulated debates at least to grasp the feeling of how the whole system of the United Nations works. Moreover, cooperation alongside participants from all over the world helped her to gain experience from a global perspective, develop communication and rhetoric skills and better understand multiple domains, such as politics or economy. Louison Daigneau, Law of Intentional Relations’ master-degree student at the university of Tour, France, represented Russian Federation at the Security Council at the MainMUN. He is...