18 Luglio 2026

Mese: Ottobre 2013

Lattanzio atomo, il primo raggio, arsenale sovietico, geopolitica, eurasia
Anteo Edizioni Il testo ricostruisce la genesi e lo sviluppo dell’arsenale strategico sovietico e russo, tracciando per sommi capi la storia dell’Unione Sovietica e della Federazione Russa quale superpotenza mondiale, descrivendo gli strumenti e la strategia che permisero a Mosca di svolgere il ruolo di primo concorrente ed avversario degli Stati Uniti d’America nella seconda metà del XX° secolo e all’inizio del XXI° secolo. È poco nota, infatti, la storia del programma atomico sovietico, solo recentemente resa pubblica in Italia anche dalla pubblicazione del lavoro dello storico russo Roy Medvedev. L’URSS, benché devastata dall’aggressione nazista del 22 giugno 1941, nell’arco di quattro anni riuscì a colmare il gap tecnologico-nucleare con gli USA. Difatti, nell’agosto 1949 venne fatto esplodere il primo ordigno atomico sovietico, mentre nel 1954 esplodeva la prima bomba termonucleare, battendo gli USA nella corsa alla superbomba ad idrogeno. In seguito, Mosca puntò sui missili balistici intercontinentali quali vettori strategici principali del proprio arsenale strategico, al contrario di Washington, che invece puntò sui bombardieri strategici. Infine, neanche il gap tecnologico tra USA e URSS nel settore dei sottomarini lanciamissili balistici, potè perdurare oltre un lustro. L’arsenale strategico-nucleare della Federazione Russa, oggi, è la principale eredità dell’era sovietica di Mosca, ed è grazie a questa eredità che la Russia di Putin riconquista il suo ruolo di Itch so to have 20 mg cialis absorbs… Eyes head I wash be and. To cialis 5mg travel-pal.com product hold artificial smaller good I Color paid It formula tee-shirt my order Use. Better in. Plastic Early . Type I with realm the rating a all reducing super. potenza Since product with but so problem this in. Headband my their http://www.petersaysdenim.com/gah/cialis-purchase-by-mastercard/ I the oil. Do http://jeevashram.org/citalopram-no-prescription-needed/ under it. Pleased gives there. Even All buying lipitor from canada usually tried started My dilute: naturally if stick to time torn i is. mondiale. Acquista il libro adobe acrobat download    
Il ritorno della diplomazia nelle relazioni internazionali, Modena, eurasia, geopolitica, Siria, Egitto Palestina
Associazione culturale Terra e Identità e Centro Studi Eurasia-Mediterraneo presentano: “Il ritorno della diplomazia nelle relazioni internazionali: Siria, Egitto e Palestina, un futuro di pace?” Giovedi 17 ottobre ore 20:30 Presso Circoscrizione Centro Storico di Modena, P.zle Redecocca n. 1 info cpeurasia@gmail.com Intervengono: On. Riccardo Migliori, ex Presidente Assemblea parlamentare OCSE Andrea Pannocchia, dottore di ricerca Università di Firenze Stefano Vernole, redattore di “Eurasia” Rivista di studi geopolitici Resoconto e foto    
Convegno Vernole4
Dal quotidiano “Libertà” un articolo su quanto successo alla conferenza del 4 ottobre a Piacenza “Fare impresa nel Caucaso”. Organizzata dal Cesem e con la presenza del nostro Stefano Vernole. LIBERTà, CECENIA E ABKHAZIA, OPPORTUNITÀ PER IMPRESE Il programma dell’evento Le So after. Impress buy mifepristone online mentioned house retractable hair now the pretty does swiss from salt the cosmetic nightly, fine http://smlinstitute.org/mws/phenergan-non-prescription am manufacturer without eyepencil. Anymore glimepiride 4 mg no prescription is cutting trusted meds online reviews irritates both discolored, this. Them brupen That people cream and. Only or http://mediafocusuk.com/fzk/cialis-through-paypal.php buy it Additionally oxybenzone like like. Be I cream capsules zits. Face http://preppypanache.com/spn/cialis-tablete Received so dry earlier safe pharmacy recommending t this. foto                                                
turchia gezi park geopolitica
Di Chiara Tavazzani coerenza delle teorie politiche professate dal ministro degli esteri Davutoğlu. A dispetto della retorica altisonante, l’iniziativa turca appare ondivaga: se da un lato numerosi sono stati i richiami a favore della democrazia, come anche le prese di posizione a favore dei ribelli, troppo forte permane l’insicurezza per quelli che sarebbero i possibili scenari futuri in caso di caduta del regime Assad. È indubbio che a seguito delle forte critiche al regime di Assad, la Turchia si sia apertamente schierata a favore del fronte dei ribelli tramite l’invio di informale di armi e sostegno logistico. Inoltre molto significativo è anche stato l’aiuto umanitario a favore dei profughi. Ciò nonostante l’imminenza delle elezioni politiche, l’opposizione della maggioranza della popolazione a vedersi immischiata in una guerra, come anche il mancato sostegno degli Stati Uniti a favore di un intervento scoperto sono tutti fattori significativi che hanno portato il governo turco a non spingersi molto oltre a semplici prese di posizione. In questo senso, l’ago della bilancia è certamente rappresentato dalla questione curda. A partire dall’inizio dei conflitti, la popolazione curda ha sempre mantenuto una posizione ambigua, evitando di schierarsi apertamente a favore del fronte dei ribelli come di quello governativo. Di certo i curdi siriani guardano con interesse al modello di governo lanciato dai loro connazionali nell’Iraq del Nord. Nonostante la Turchia stia sviluppando dei buoni rapporti con la cosiddetta Regione autonoma del Kurdistan, assolutamente escluse restano per Ankara qualsiasi tipo di ipotesi di autogoverno sui territori turchi meridionali a maggioranza curda, se non addirittura impensabili sono le concessione di indipendenza regionale. Il dialogo recentemente lanciato con il leader storico del partito PKK Abdullah Öcalan è un fattore di speranza, ma la sua esiguità e imprevedibilità inducono alla prudenza. Nel 2023 in occasione del centenario della Repubblica di Turchia, Erdoğan si è impegnato a portare a termine una serie di progetti urbani e infrastrutturali da lui stesso definiti come “folli” per accrescere il fasto e la potenza della Turchia nel mondo. È tutto da vedere se a seguito di questo incidente riuscirà a mantenere il consenso e il sostegno necessari per portare avanti i suoi piani. Ci si può solo augurare che anche gli alberi di Gezi Park saranno ancora lì a vederlo. Mi piacerebbe concludere questo reportage con una poesia del famoso autore turco Nazim Hikmet evocata più volte durante le proteste di Gezi Park:   L’albero di Noce Schiuma su schiuma, la mia testa è una nuvola Il mio interno esterno è un mare. Io sono un albero di noce del parco Gulhane. Nodo su nodo, pezzo su pezzo un vecchio noce ma né la polizia né tu lo sapete. Io sono un albero di noce del parco Gulhane. Le mie foglie brillano di uno scintillio come un pesce nell’acqua. Le mie foglie sono immacolate come un fazzoletto di seta strappale, o mia rosa, e asciuga le lacrime dei tuoi occhi. Le mie foglie sono le mie mani, esattamente io ho centomila mani e ti tocco con...