Hong Kong, il “porto profumato” della Repubblica Popolare Cinese

Un anno di proteste nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong. La catena dei finanziamenti esteri e gli scopi


di Andrea Turi


Nell’articolo Le ingerenze straniere nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong abbiamo analizzato come il dossier Hong Kong sia diventato un pretesto per le potenze internazionali occidentali per fare pressioni sul Governo di Pechino e mettere in atto vere e proprie azioni di ingerenza negli affari di politica interna ed esclusiva della Cina. Seguendo la lezione di Giovanni Falcone (“Segui i soldi, troverai la Mafia”) il testo che segue cercherà di rispondere alla domanda: “chi c’è dietro le proteste nella Regione amministrativa speciale di Hong Kong?”


Scriveva Alain De Benoist sul numero 224 dell’aprile 1999 della rivista Diorama Letterario che l’aggressione dell’Occidente contro la Serbia, applicando il diritto di ingerenza ai danni di uno Stato che non ha violato le frontiere di nessun altro Stato, segna la fine della sovranità degli Stati e realizza lo scopo dei sostenitori del cosiddetto mondo senza frontiere, dei fautori della soppressione dell’indipendenza dei popoli, ossia di quei liberali e globalisti secondo i quali il mondo deve essere governato dalla polarità mercati + diritti dell’uomo, cioè dal binomio economia – morale.


I tumulti ad Hong Kong e le loro conseguenze economiche


di Stefano Vernole


Per capire le difficoltà economiche dei nostri giorni, niente di meglio che riportare quasi integralmente le considerazioni (tradotte dall’inglese) di un ex accademica, Laura Ruggeri, nata a Milano ma che vive ad Hong Kong dal 1997.

“Se vent’anni fa qualcuno avesse predetto una “rivoluzione colorata” a Hong Kong, la maggior parte degli analisti politici avrebbe riso. Non perché le “rivoluzioni colorate” siano ridicole – le loro tragiche conseguenze difficilmente possono essere ridicolizzate – ma perché tendono a verificarsi in Stati target con governance deboli alla periferia delle reti transnazionali.

Nella mia mente, sempre, c'è la ferma convinzione che le politiche pubbliche devono servire gli interessi a lungo termine e il benessere della comunità in generale.
Carrie Lam (Capo Esecutivo della Regione Autonoma Speciale di HK)

Le ingerenze straniere nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong

di Andrea Turi

La scienza politica cinese contemporanea – così come sostiene l’analista russo Leonid Savin1 nel breve saggio La Cina e la multipolarità – poggia su quei cinque principi di coesistenza pacifica che già furono alla base del trattato di amicizia siglato da India e Cina nell’aprile 1954...

di Marco Costa

Hong Kong tra il colonialismo britannico e l’imperialismo nipponico

Nel capitolo precedente abbiamo visto che la Gran Bretagna acquisì sotto il dominio coloniale l’isola di Hong Kong nel 1842, la penisola di Kowloon nel 1860 ed ebbe in affitto gratuitamente i cosiddetti Nuovi Territori a partire dal 1898. Un atto formale decisivo al fine di comprendere la storia recente, consiste nella convenzione siglata tra il Regno Unito e la Cina comunemente nota come la Convenzione per l’estensione del territorio di Hong Kong o la Seconda Convenzione di Pechino. Questa consistette in un contratto di locazione firmato tra la Cina dei Qing e il Regno Unito il 9 giugno 1898...

di Andrea Turi

La legge di tutela della sicurezza nazionale della Regione amministrativa speciale di Hong Kong

New York, martedì 30 ottobre 2019 il Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo, davanti alla platea conservatrice dell’Hudson Institute dichiarava agli invitati all’evento che non è più realistico ignorare le differenze fondamentali tra i nostri due sistemi e l’impatto che queste differenze possono avere sugli Stati Uniti1; parole cariche di retorica da guerra fredda, capaci di evocare immagini relative della vecchia che fu e, al contempo, di prefigurarne una nuova in un futuro ormai prossimo a venire...
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Hong-Kong è il drago. Ondeggia e si impenna e si tuffa e si attorciglia con tutti i viali irti di vie traverse, di mercati che sono viuzze, di vicoli ciechi equivoci e di scale a picco.
Jean Cocteau
di Stefano Vernole

Storia economica di Hong Kong. Un caso unico al mondo

Il ritorno alla Madrepatria Il 9 giugno del 1898, sir Claude Mac Donald, ambasciatore inglese a Pechino e Li Hongzhang, plenipotenziario del Celeste Impero, firmarono la “Convenzione concernente l’estensione del territorio di Hong Kong”, che prevedeva la concessione in usufrutto alla Gran Bretagna per 99 anni di un’area comprendente 200 miglia quadrate di entroterra costituite dai “Nuovi Territori”. Essa andava a completare i precedenti accordi sottoscritti dalle due parti - la Convenzione di Pechino del 24 ottobre 1860, la Convenzione del 20 gennaio 1841 e il Trattato del 29 agosto 1842 – in base ai quali Londra incamerava l’isola di Hong Kong e la Penisola di Kowloon...
di Marco Costa

Breve storia di Hong Kong dalle origini alla fine dell'età coloniale

La Regione autonoma speciale di Hong Kong, conosciuta in tutto il mondo per il suo celebre skyline avveniristico di grattacieli illuminati, ha in realtà una storia molto antica, che affonda le sue radici già in epoca preistorica. Questa straordinaria città, conosciuta in tutto il mondo per il suo dinamismo economico e finanziario, nonché per avere uno dei primi porti commerciali del pianeta, è un vero porto profumato (questo il significato del suo nome) della Cina tra passato antico e modernità. Purtroppo la bibliografia disponibile in lingua italiana su questo tema è limitatissima, mentre in lingua inglese vi sono numerosi testi disponibili sulla storia di questa città-regione...
"Quando sono andato a Hong Kong, ho capito subito che volevo scrivere una storia ambientata lì
Paul Theroux

Il Regno Unito non può giudicare la legge sulla sicurezza di Hong Kong

L’articolo del Prof. Huo Zhengxin, originariamente pubblicato in lingua inglese sul China Daily, lo scorso 7 luglio, col titolo UK cannot question HK security law, è  stato tradotto e pubblicato da AGENZIA STAMPA ITALIA (ASI) 

La Cina avanza attraverso il caos e le minacce

Articolo originale pubblicato in inglese su Asia Times

Pechino sta sovralimentando la Belt and Road Initiative e altri piani rivoluzionari nonostante il Covid-19 e la guerra ibrida degli Stati Uniti.

Nel mezzo della contrazione economica più profonda da un secolo a questa parte, già lo scorso mese il presidente Xi Jinping aveva chiarito che la Cina dovrebbe essere pronta per sfide straniere senza precedenti e senza sosta.

Presentazione progetto di ricerca

Hong Kong, il porto profumato della Repubblica Popolare Cinese

Su un piano di continuità con il lavoro degli scorsi anni, il Centro Studi Eurasia Mediterraneo sta proponendo ora ai suoi lettori un Focus su Hong Kong. La percezione del Brand Italia ad Hong Kong è generalmente molto positiva, anche in virtù della presenza sul mercato di tutti i grandi marchi della moda e del design e alla crescente diffusione di prodotti eno-agroalimentari (favorita anche dai numerosi ristoranti, alcuni dei quali eccellenti, che propongono cucina italiana) e dei numerosi distributori/importatori.  La comunità italiana (quasi 4.000 persone) è composta da imprenditori, manager, dirigenti e impiegati di aziende sia italiane che straniere, soprattutto nei settori trasporti, logistica, ristorazione e import-export di prodotti eno-agroalimentari. Ugualmente rilevante è la presenza nei settori legale, bancario/assicurativo e design. Le circa 400 aziende italiane o con interessi italiani presenti a Hong Kong costituiscono un insieme dinamico e diversificato che include: uffici di rappresentanza dei principali istituti bancari italiani e delle assicurazioni, del settore moda/abbigliamento/lusso, della distribuzione e ristorazione, dell’industria (meccanica, ingegneristica, tessile, elettronica), del design/architettura, della logistica, del settore legale, della consulenza finanziaria e fiscale e del settore infrastrutture/costruzioni. Riscuotono un notevole successo anche i prodotti di consumo, vino e cibi, e le auto di lusso o sportive.  Numerosi altri connazionali sono impegnati nel settore retail, specificatamente rappresentato da negozi mono-marca, presenti nei centri commerciali, negli alberghi, in prestigiosi palazzi o nelle vie di grande traffico pedonale. Ogni anno più di 700 aziende italiane partecipano con proprio personale a fiere locali. Si registra una massiccia presenza soprattutto alle fiere internazionali annuali della gioielleria, del vino e superalcolici, dell'occhialeria, dei prodotti alimentari e della moda.E’ evidente, quindi, che una corretta informazione su quanto accade nella regione di Hong Kong non potrà che contribuire a rafforzare le già ottime relazioni commerciali tra Roma e Pechino e la reciproca comprensione.
Il Focus si comporrà di tre parti: - una affronterà i temi legati legati agli aspetti storici e culturali, la specificità di Hong Kong alla luce della lunga colonizzazione britannica;  - la seconda affronterà i temi legati all’economia e alla finanza: le peculiarità di Hong Kong nella logica “Un Paese due sistemi";  - la terza affronterà i problemi di Hong Kong sottolineando le ingerenze straniere e analizzando la nuova Legge sulla sicurezza nazionale. In definitiva una ricerca non limitata solo ad Hong Kong ma che, partendo da esso, possa ampliare lo spettro tematico sia al ruolo della Cina nello sviluppo di questa regione dopo il suo ritorno alla Madrepatria sia al contesto geopolitico nel quale sono nate le recenti proteste e polemiche.