Lun. Ott 3rd, 2022

La Russia consegna il dossier sulle armi biologiche in Ucraina agli esperti internazionali

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A cura di Giulio Chinappi

ARTICOLO ORIGINALE

La Russia continua a denunciare la presenza dei biolaboratori statunitensi in Ucraina, ed ha presentato i documenti raccolti agli esperti della Convenzione per le armi biologiche delle Nazioni Unite.

Nonostante la Russia abbia esposto da mesi i programmi sulle armi biologiche portate avanti dagli Stati Uniti sul territorio ucraino, le autorità del Paese nordamericano non hanno ancora dato spiegazioni circa i programmi che, per anni, hanno sviluppato in Ucraina senza pubblicarne i contenuti. Solamente l’intervento militare russo ha permesso di portare alla luce quello che molti sospettavano da tempo.

“La Russia ritiene che sia necessario studiare ulteriormente la situazione che coinvolge l’attività biologica militare in Ucraina, anche nel quadro della Convenzione sulle armi biologiche e tossiniche (BTWC, secondo il suo acronimo inglese, ndr)”, ha spiegato il viceministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergej Rjabkov. “Al fine di risolvere l’attuale situazione in connessione con le attività biologiche militari sul territorio ucraino, vediamo la necessità di un’ulteriore seria discussione nel quadro della BTWC, inclusa una discussione sui risultati della riunione consultiva alla nona conferenza di revisione, prevista in seguito quest’anno“, ha aggiunto l’esponente del governo.

È importante utilizzare tutti gli strumenti disponibili ai sensi della Convenzione, compreso l’articolo VI della BTWC, per indagare sulle violazioni della Convenzione da parte dell’Ucraina e degli Stati Uniti“, ha sottolineato Rjabkov. L’articolo tirato in ballo dal viceministro permette ai Paesi membri di denunciare le violazioni di Paesi terzi, e nello specifico afferma:

(1) Qualsiasi Stato parte della presente Convenzione che ritenga che qualsiasi altro Stato parte agisca in violazione degli obblighi derivanti dalle disposizioni della Convenzione può sporgere denuncia presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tale denuncia dovrebbe includere tutte le prove possibili che ne confermino la validità, nonché una richiesta di esame da parte del Consiglio di sicurezza.

(2) Ciascuno Stato parte della presente Convenzione si impegna a collaborare allo svolgimento di qualsiasi indagine che il Consiglio di sicurezza possa avviare, in conformità con le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, sulla base della denuncia ricevuta dal Consiglio. Il Consiglio di sicurezza informa gli Stati parte della Convenzione dei risultati dell’indagine”.

Rjabkov ha anche denunciato che gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno tentato di mettere i bastoni fra le ruote ai lavori dell’ultimo incontro che ha riunito i Paesi aderenti alla Convenzione, tenutosi a Ginevra tra il 5 e il 9 settembre: “Il comportamento degli statunitensi e dei loro subordinati ucraini durante l’incontro solleva grandi interrogativi. A volte si sono descritti come oggetto di attacchi irragionevoli e hanno chiesto scuse, quindi sono passati alla maleducazione o hanno cambiato l’argomento della conversazione“. Il viceministro ha poi affermato che “la stragrande maggioranza delle denunce avanzate dalla Russia è rimasta senza una risposta adeguata da parte di Stati Uniti e Ucraina“. Il diplomatico ha aggiunto che i tentativi di giustificare la ricerca biologico-militare come presunte attività puramente pacifiche non resistono al controllo dei fatti e sono progettati per distrarre l’attenzione della comunità mondiale dai rischi reali posti dal programma biologico-militare del Pentagono.

Igor Kirillov (in foto), capo della forza russa di protezione dalle radiazioni, dagli agenti chimici e biologici, ha spiegato che la riunione tenutasi tra il 5 e il 9 settembre era volta a verificare la violazione degli articoli I e IV della Convenzione da parte degli Stati Uniti e dell’Ucraina. L’articolo I afferma:

Ciascuno Stato parte della presente Convenzione si impegna in nessun caso a sviluppare, produrre, immagazzinare o altrimenti acquisire o conservare:

(1) agenti microbici o altri agenti biologici, o tossine qualunque sia la loro origine o metodo di produzione, di tipi e quantità che non hanno giustificazione per scopi profilattici, protettivi o altri scopi pacifici;

(2) armi, attrezzature o mezzi di trasporto progettati per utilizzare tali agenti o tossine per scopi ostili o in conflitti armati”.

L’articolo IV afferma:

Ciascuno Stato parte della presente Convenzione, in conformità con i suoi processi costituzionali, adotterà tutte le misure necessarie per vietare e prevenire lo sviluppo, la produzione, lo stoccaggio, l’acquisizione o il trattenimento degli agenti, delle tossine, delle armi, dell’equipaggiamento e dei mezzi di consegna specificati nell’Articolo I della Convenzione, nel territorio di tale Stato, sotto la sua giurisdizione o ovunque sotto il suo controllo”.

Secondo quanto affermato dal rappresentante russo, i documenti raccolti dall’esercito russo in Ucraina sono stati resi noti a tutti i membri della riunione: “I partecipanti all’incontro hanno ricevuto in esame copie di documenti reali precedentemente annunciati dal ministero della Difesa russo, nonché prove fisiche che confermano il lavoro dei programmi militari e biologici sul territorio dell’Ucraina“, ha spuiegato Kirillov. Secondo la sua testimonianza, nessuna delle delegazioni presenti ha avuto dubbi sull’autenticità dei documenti presentati da Mosca, compreso l’accumulo di materiali patogeni nei laboratori ucraini.

Kirillov ha inoltre affermato che, durante l’incontro, la Russia ha presentato documenti che confermano l’interesse dell’Ucraina ad ottenere veicoli per l’utilizzo di armi biologiche. I documenti includevano una richiesta dell’impresa ucraina Motor Sich al produttore turco di droni Bayraktar Akinci datata 15 dicembre 2021 riguardante la fattibilità di dotare i droni di sistemi e meccanismi per spruzzare aerosol con una capacità superiore a 20 litri: “Non avendo altri argomenti, l’Ucraina ha espresso dubbi sull’autenticità di questo documento, adducendo un’argomentazione artificiosa secondo cui le istituzioni governative ucraine non usano la lingua russa nella corrispondenza. Ricordiamo che Motor Sich non è un’istituzione governativa ucraina e per impegnarsi con la parte turca usa il russo e l’inglese, che sono stati usati per mettere insieme il documento che abbiamo fornito. La società Motor Sich ha rifiutato di commentare“, ha detto Kirillov.

Ricordiamo che gli Stati Uniti controllano centinaia di laboratori distribuiti in tutto il mondo, nei quali portavo avanti programmi di cui non si conoscono a pieno i contenuti, visto che gli USA spesso si rifiutano di lasciare gli esperti internazionali ispezionare i propri laboratori.

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