Mer. Ott 20th, 2021

Ogni settimana il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo propone la traduzione di un articolo dell'analista geopolitico Andrew Korybko

Il Regno Unito sta pericolosamente cercando di sabotare il riavvicinamento della Russia con l’Occidente

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di Andrew Korybko
Traduttore: Marco Ghisetti

Articolo Originale in lingua inglese

La violazione del confine marittimo russo nel Mar Nero da parte della flotta britannica avvenuto lo scorso mercoledì è un pericoloso tentativo di sabotare il riavvicinamento della Russia con l’Occidente, tentativo che ha causato un incidente in materia di sicurezza internazionale tra due grandi potenze nucleari.

Lo scorso mercoledì il mondo è rimasto basito quando sono trapelate le notizie circa i colpi di avvertimento sparati dai caccia e dalle navi russe contro la flotta britannica nel momento in cui questa ha violato il confine marittimo nel Mar Nero della grande potenza eurasiatica. Da parte sua, Londra ha negato che tali colpi di avvertimenti siano stati sparati ed ha anzi insistito di aver rispettato le norme internazionali. Mosca ha immediatamente replicato accusando il Regno Unito di mentire, accusa che sembra essere accurata vista la similitudine che vi è con il resoconto offerto da un giornalista della BBC che si trovava sul posto. Il Regno Unito non riconosce la riunificazione democratica della Crimea con la Russia, cosa che spiega la sua affermazione secondo cui tutto ciò che ha fatto era “legale” e che suggerisce che il Regno Unito abbia deliberatamente cercato di provocare un incidente internazionale con la Russia. Ma perché lo ha fatto?

Anche se non si può sapere con certezza, potrebbe essere che il Regno Unito ha cercato di sabotare il riavvicinamento tra Russia e Occidente che è cominciato con il vertice di Ginevra, vertice che ha visto i Presidenti Putin e Biden concordare circa il bisogno di ridurre le tensioni esistenti tra i loro Paesi e di gestire in modo più responsabile la loro competizione. Uno degli eventuali esiti di questo processo potrebbe essere l’isolamento strategico del Regno Unito in seguito alla Brexit, in particolar modo nel caso in cui si registrasse un complementare riavvicinamento russo-europeo. A questo proposito, potrebbe essere ben più di una coincidenza che la provocazione inglese contro la Russia sia avvenuta poche ore prima della proposta del Presidente Macron e del Cancelliere Merkel di invitare il Presidente Putin ad un incontro con tutti i capi di Stato europei in un futuro prossimo. Il Regno Unito potrebbe averlo scoperto in anticipo ed ha tentato quindi di sabotarlo.

Il lettore non deve dimenticare che il Regno Unito ha condotto una feroce guerra ibrida contro la Russia negli ultimi due anni, guerra di cui ho cercato di vedere se per caso vi fossero gli inglesi dietro l’improvvisa decisione della Repubblica Ceca di espellere i diplomatici russi. La mia tesi è che l’evidenza empirica suggerisce fortemente che il Regno Unito post-Brexit si sta comportando come il cane da guardia degli Stati Uniti nell’Europa continentale. Tuttavia, in seguito alla recente svolta geopolitica circa il desiderio pubblicamente espresso nell’incontro di Ginevra sia da Washington che da Mosca sulla reciproca volontà di risanare le relazioni russo-statunitensi, è molto probabile che Londra sia rimasta all’asciutto. È anche molto probabile che il Regno Unito sia stato messo sotto pressione dalle fazioni anti-russe delle burocrazie militari, di intelligence e diplomatiche statunitensi (lo “Stato profondo”).

Il Regno Unito, proprio come la Polonia, ha erroneamente scommesso tutto sul fatto che gli Stati Uniti avrebbero continuato la propria lotta strategica contro la Russia. Londra ha investito molto sul potenziamento delle proprie capacità di guerra ibrida nell’Europa centro-orientale, e in Lettonia in particolar modo, dove gestisce reti regionali di disinformazione. Conseguentemente, in seguito ai recenti sviluppi Londra si è probabilmente sentita piantata in asso. Inoltre, il ruolo primario giocato dall’ex agente del M16 Christopher Steele nello smascherare la teoria cospirativa del Russiagate suggerisce che vi sia uno stretto legame tra l’intelligence britannica e la fazione anti-russa dello “Stato profondo” statunitense. Non ci sarebbe quindi nulla da meravigliarsi se allora il Regno Unito continuasse lo stesso ad agire come il cane da guardia antirusso degli Stati Uniti in Europa, seppur agli ordini di fazioni dello “Stato profondo” statunitense sempre meno influenti. Ciò spiegherebbe per quale ragione il Regno Unto ha appena cercato di provocare un incidente tra le due grandi potenze nucleari.

Tenendo a mente i recenti e rapidi sviluppi nelle relazioni russo-americane e in quelle russo-occidentali in generale, non si direbbe che il tentativo inglese stia avendo successo, a meno che la fazione antirussa dello “Stato profondo” statunitense riacquisti in qualche modo la propria influenza, magari grazie a questa provocazione o in seguito ad altre provocazioni che si potrebbero registrare in futuro e magari tentate dagli Stati baltici, dalla Polonia e/o dall’Ucraina. Se tale mossa dovesse fallire – come in molti ritengono – allora il Regno Unito si ritroverebbe più che mai isolato sia dagli Stati Uniti che dall’Unione Europea, situazione che potrebbe spingerlo, insieme agli Stati summenzionati, a tentare provocazioni ancora più estreme. In ogni caso, il governo Biden deve subito rimettere sotto controllo i suoi alleati, in particolar modo quelli più russofobi, poiché essi potrebbero inficiare le relazioni che sta cercando di coltivare con la Russia.