La reazione atlantica contro il l’autonomismo del Governo Lega-5 Stelle.

di Luca Rossi

Il blocco euro-atlantico ( UE ed USA) riagguanta l’Italia, ponendo fine  – temporaneamente – al sovranismo (sia in termini di politica dei flussi migratori, sia di scelte economiche a favore dei ceti più deboli e delle imprese nazionali) ed alla politica estera multivettoriale del Governo giallo-verde.

Non saranno le marionette piazzate nei vari dicasteri a fare danni, ma l’intera macchina da guerra (informativa-psicologica-economica-militare) che funge da vera struttura del potere che unisce il blocco occidentale.  Quello che in più di una occasione abbiamo definito Deep State (Stato invisibile).

La restaurazione procederà in maniera spedita, dopo aver portato a compimento la manovra politica che ha cospirato contro il precedente esecutivo.

In politica interna si ristabilirà il primato delle minoranze accelerando sulla introduzione dello Ius Soli, cancellazione delle misure contenute nei decreti sicurezza ecc. Infatti il primo Consiglio dei ministri del governo Conte Bis ha immediatamente impugnato una legge del Friuli Venezia Giulia perché – a suo dire – conterrebbe elementi discriminatori sul tema dell’immigrazione e perché alcune sue norme violavano la «competenza esclusiva statale».

In altre parole, si  bloccheranno i tentativi delle Regioni governate dalla Lega d’interferire contro il Piano di annientamento della popolazione italiana e sostituzione con un numero sempre più elevato di immigrati provenienti dal continente africano.

Lo scoglio sulla quale potrebbe invece arenarsi il Tandem Partito Democratico 5Stelle, riguarderebbe l’aspetto economico-sociale ovvero la cancellazione del reddito di cittadinanza, la riproposizione della Legge Fornero e la reintroduzione del Jobs Act (ovviamente il tutto presentato in altra forma).   Ma il compromesso è il sale della politica, quindi, pur di scongiurare una finanziaria lacrime e sangue o un aumento dell’IVA, lo scudo anti-liberista del 5 stelle potrebbe cedere “qualcosa”.

Sul fronte della politica estera l’offensiva contro l’autonomismo espresso dall’esecutivo giallo-verde si è già dispiegata con il tristemente famoso “Rubli-Gate”: una montatura mediatico-giudiziaria in stile maccartista in cui – probabilmente – sono coinvolte agenzie europee straniere ostili al nostro Paese col placet del Grande Fratello di Washington.  In tal senso è interessante notare il riavvicinamento tra l’amministrazione repubblicana statunitense e quella francese, sancito con il G7 (termine ultimo per portare in atto il regime change italiano) e la manovra imbastita dal Paese d’Oltralpe per raffreddare le tensioni con l’Iran (L’arrivo del Ministro Zarif a Biarritz patrocinato dai francesi).  L’Unione Europea (Asse Franco-tedesco) sta cercando di riportare gli USA su una posizione non dissimile da quella del precedente governo Obama.

La seconda fase si svilupperà nel post-golpe ed è quella decisiva per chiudere ogni spazio di manovra all’Italia.  L’attivazione della Golden Power (Potere speciale) sulla rete 5G risponde non tanto ad una esigenza di tutela della sicurezza delle Reti, ma mira a frenare gli accordi stipulati dal Wind Tre con la Società cinese Huawei, aventi come oggetto l’acquisto di beni e servizi per la realizzazione e la gestione di reti di comunicazione basate sulla suddetta tecnologia.  Tale misura discriminatoria presa sempre dal Consiglio dei Ministri, risponde all’allarme diffuso dal Presidente Trump sull’offensiva globale cinese, ossia il pericolo che si crei una faglia sempre più grossa nel sistema di gestione e controllo delle reti europee e statunitensi.  Questo è solo il primo passo  verso la neutralizzazione (non cancellazione) del Memorandum tra Italia e Cina, firmato dal precedente Governo. Seguiranno altre iniziative per arginare la preponderanza cinese e riallineare l’Italia nel campo occidentale.