Mar. Lug 5th, 2022

Uzbekistan: conferenza sulla stabilità sociale, sulla tutela dell’essenza e del contenuto della nostra sacra religione dell’Islam

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Fonte: Uza

La città di Tashkent ha ospitato il convegno dedicato ai temi della stabilità sociale e della tutela della vera essenza e del contenuto della sacra religione dell’Islam.

Alla conferenza hanno partecipato i leader del Consiglio musulmano dell’Uzbekistan, i capi religiosi, gli attivisti delle fondazioni “Nuroniy” e “Makhalla”, i rappresentanti del Movimento Pubblico Giovanile e del Comitato delle Donne, delle khokimiyats, delle forze dell’ordine, della scienza e la cultura, del pubblico, i leader e gli studenti delle istituzioni d’istruzione islamica.

Il Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev nel suo discorso ha osservato la grande importanza attuale della nuova fase di lavoro sociale e spirituale, del consolidamento dell’ambiente sano nella famiglia, nella makhalla e nella società, rafforzando la solidarietà e l’amicizia interetnica e interconfessionale, prestando più attenzione alla formazione dei giovani, tutelando la vera essenza e il contenuto della sacra religione dell’Islam.

Il Capo dello Stato ha sottolineato che il dialogo con le persone non rappresenta una campagna temporanea, come alcuni pensano, ma è una priorità continua della politica statale, che richiede una costante attenzione. Al fine di ottenere la fiducia del popolo, di realizzare le sue speranze e le aspirazioni, è stata organizzata l’attività dell’Accoglienza di cittadini e dell’Accoglienza Virtuale del Presidente dell’Uzbekistan.

In Uzbekistan oggi vivono e lavorano in pace i rappresentanti di più di 130 nazioni e nazionalità, di diverse confessioni religiosi, che mantengono la loro cultura nazionale, costumi e tradizioni, grazie alle condizioni favorevoli create nel paese e le attività di 138 centri culturali nazionali. Per incoraggiare le loro attività e per lo sviluppo delle relazioni culturali con i paesi stranieri, il Centro Culturale Internazionale della Repubblica ha formato il Comitato per le relazioni amichevoli interetniche con i paesi stranieri presso il Consiglio dei ministri.

Sin dai primi anni d’indipendenza dell’Uzbekistan è stata una priorità garantire la libertà di coscienza: è stato fatto tanto per mantenere la purezza della nostra santa religione, per la rinascita dei valori nazionali, per onorare la memoria e la tutela del patrimonio dei nostri grandi antenati, l’abbellimento di loro luoghi di riposo e questo processo continua.  stato fatto tanto per mantenere la purezza della nostra santa religione, per la rinascita dei valori nazionali, per onorare la memoria e la tutela del patrimonio dei nostri grandi antenati, l’abbellimento di loro luoghi di riposo e questo processo continua.

Tuttavia, non sono ancora pienamente esplorate la ricca storia e cultura del paese, che rappresenta una delle culle della scienza e della cultura islamica, della vita e del patrimonio spirituale di inestimabile valore dei nostri grandi scienziati.

Presidente Shavkat Mirziyoyev si è soffermato sugli dettagli dell’inizio dei lavori per la creazione del Centro culturale islamico dell’Uzbekistan a Tashkent per la ricerca del ricco patrimonio storico, scientifico e spirituale del nostro popolo, la sua diffusione tra la comunità internazionale e, soprattutto, per la divulgazione del vero spirito umanistico e il contenuto della religione islamica.

Il Centro si impegnerà a raccogliere informazioni esaustive su grandi studiosi islamici e scienziati, scrittori e poeti illustri, pittori e calligrafi, che hanno dato un prezioso contributo allo sviluppo della cultura mondiale.
Sono state evidenziate le necessità di rafforzare il dialogo con i giovani, aumentando il livello di conoscenza, educazione con esempi efficaci di vita per insegnare loro un atteggiamento sano nei confronti della religione.
Shavkat Mirziyoyev ha espresso l’opinione sul miglioramento dell’efficienza del Consiglio musulmano dell’Uzbekistan, sulla creazione di condizioni confortevoli nelle sue strutture operanti e per i suoi operatori religiosi.

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