L’Ossezia del Sud si presenta all’Italia

di Giuliano Bifolchi

Il 10 settembre a Roma il Ministro degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud David G. Sanakoev ha partecipato alla conferenza “Chi ha paura dell’Ossezia del Sud” con l’obiettivo di presentare all’Italia il proprio paese e sensibilizzare l’opinione pubblica circa il problema del riconoscimento e dell’indipendenza dello Stato osseto.

Repubblica del Caucaso, l’Ossezia del Sud è riuscita ad ottenere la propria indipendenza soltanto nel 2008 grazie all’intervento della Federazione Russa che, schierandosi in favore sia dello Stato osseto che di quello abkhazo, respinse le truppe georgiane in una guerra lampo nel mese di agosto e ne riconobbe l’indipendenza.

La conferenza di Roma, svoltasi nel Centro Congressi di Alibert nel cuore della città eterna nei pressi di Piazza di Spagna, è stata organizzata e presentata dal Dott. Murgia il quale ha evidenziato il problema dell’isolamento internazionale dello Stato osseto il quale, essendo riconosciuto soltanto da cinque Stati al mondo (Federazione Russa, Venezuela, Nicaragua, Nauru, Tavalu), attualmente sta affrontando enormi difficoltà per quel che riguarda lo sviluppo economico. Problema dell’isolamento che affligge gli stessi cittadini impossibilitati a viaggiare in molti paesi europei e spesso troppo relegati alla Federazione Russa.

Il ministro Sanakoev ha aperto la conferenza soffermandosi sull’aggressione avvenuta 5 anni fa da parte delle truppe di Tbilisi scatenante il conflitto con Mosca vista come l’esito delle mire espansionistiche territoriali georgiane arrestate soltanto dall’intervento della Federazione Russa considerata dalla stessa Ossezia del Sud un garante di stabilità e sicurezza.

La volontà del paese, secondo le parole del ministro, è quella di perseguire la strada del riconoscimento mondiale considerato oramai un processo irreversibile il cui cammino vede le sue radici agli inizi degli anni ’90 culminante con l’indipendenza ottenuta nel 1993.

Sono quindi due gli obiettivi che lo Stato osseto sta attualmente perseguendo per garantire il proprio futuro e quello del proprio popolo: riconoscimento internazionale dell’indipendenza dalla Georgia ed attrazione degli investimenti esteri per favorire lo sviluppo economico possibile fino ad ora soltanto grazie all’operato del Cremlino.

Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese non ha ancora riconosciuto formalmente l’Ossezia del Sud e quindi durante la visita formale che si è svolta a settembre Sanakoev ha ufficialmente presentato la propria richiesta al Parlamento incontrando come sostenitori i rappresentanti

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del partito Sinistra, Ecologia e Libertà (SEL) i quali si sono impegnati a favorire la conoscenza della repubblica osseta tra il pubblico italiano.

Parlando di sviluppo economico per stessa ammissione del ministro l’Italia potrebbe divenire un partner commerciale di primo rilievo ed il Made in Italy trovare un mercato verso cui indirizzare le proprie merci; fino ad ora, infatti, è stata la Federazione Russa a trainare l’economia nazionale osseta grazie ai propri finanziamenti e progetti di investimento, e quindi quello di cui necessita ora lo Stato osseto è invece la possibilità di rendersi autonoma da Mosca. Esistono in Ossezia del Sud tre diversi programmi di sviluppo a breve, medio e lungo termine, i quali si svolgeranno per un periodo complessivo che si concluderà nel 2030, e che mirano a sviluppare il settore turistico, agroalimentare e quello relativo allo sfruttamento delle risorse idriche di cui dispone il paese. Proprio per favorire tali programmi il governo osseto ha predisposto un sistema normativo atto a garantire la stabilità degli investimenti in modo da favorire e tutelare la sicurezza fiscale.